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Caos “Olio di Palma”: facciamo chiarezza

E’ caos attorno all’Olio di Palma, additato ormai, anche dalle pubblicità, come il “male assoluto”, ma noi sappiamo veramente di cosa si tratta?
Leggendo in rete sappiamo solo che: “fa male”, “rovina il nostro sistema cardiocircolatorio”, “provoca il diabete”, “è cancerogeno” e “distrugge il pianeta”. Ma è realmente così?

Visto che questo Olio lo ritroviamo in una lunghissima lista, nera, di biscotti e merendine del supermercato, nelle farciture dei dolci confezionati, nelle creme spalmabili, in quasi tutti i cibi pronti e persino nei prodotti per la prima infanzia, ho ritenuto opportuno cercare di fare chiarezza.

Prima di tutto partiamo da… CHE COSA E’

L’olio di palma è un grasso vegetale estratto dai semi di alcune specie di palme del genere Elaeis. Contiene circa il 50 per cento di grassi saturi, fra cui il più abbondante è l’acido palmitico. Il resto sono acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico e polinsaturi come il linoleico. Come gli altri oli vegetali, contiene anche vitamine e antiossidanti che però vengono persi nel processo che dall’olio integrale, rossastro, porta al prodotto raffinato trasparente e insapore utilizzato nell’industria alimentare.

Un’alternativa dei GRASSI TRANS

I grassi trans derivano dai processi industriali con cui vengono idrogenati gli oli vegetali per farli passare dallo stato liquido a quello solido e facilitare così la lavorazione, dando corpo ai prodotti e aumentandone la durata.
Questi tipi di grassi aumentano, però, il colesterolo “cattivo” LDL e riducono quello “buono” HDL, hanno effetti proinfiammatori e favoriscono la formazione di placche aterosclerotiche. Versatili ed economici, largamente utilizzati dagli anni ’70 in poi come margarine vegetali e come ingredienti di prodotti da forno e dolciari, salvo essere messi poi quasi al bando quando la loro pericolosità per le arterie è diventata evidente.

Perché viene usato ?

I grassi vegetali idrogenati, versatili ed economici, dovevano essere sostituiti con un prodotto altrettanto adatto a tutte le preparazioni e a basso costo: l’olio di palma in questo è l’ideale perché contiene tanti grassi saturi, che danno corpo e palatabilità ai prodotti senza alterarne il gusto. L’olio di palma infatti è del tutto insapore, in più costa molto meno del burro o di altri oli vegetali come quello d’oliva o di girasole. Ed è eccellente per rendere le creme morbide.

Quali effetti ha sul sistema cardiovascolare ?

I grassi saturi sono colpevoli di aumentare il colesterolo e di conseguenza il rischio cardiovascolare. Da qui a mettere sotto accusa l’olio di palma il passo è stato breve, ma oggi i risultati delle ricerche scientifiche sembrano riabilitarlo, almeno parzialmente: alcuni ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano, rivalutando 51 sperimentazioni cliniche in cui sono state messe a confronto diete in cui i grassi principali derivavano dall’olio di palma o da altri oli vegetali, hanno scoperto che con quest’olio alcuni marcatori di rischio cardiovascolare aumentano, altri però si riducono.

«Complessivamente, perciò, è difficile dire che un’alimentazione che abbondi in olio di palma sia più pericolosa per il cuore di altre: non ci sono evidenze scientifiche sufficienti a condannare senza appello l’olio di palma perché fa male», ha spiegato Elena Fattore, coordinatrice dell’indagine. Confermata nei risultati da una revisione ancora più recente, apparsa sul World Heart Journal, secondo cui un consumo ragionevole di olio di palma nell’ambito di un’alimentazione sana non modifica il rischio cardiovascolare.

Gli studi si contrappongono

Ricerche che si contrappongono a quelle precedentemente riportate ipotizzano un incremento massiccio del colesterolo LDL associato al consumo di olio di palma mentre altre suggeriscono un maggior rischio di diabete di tipo 2.
Ma com’è possibile che i dati siano così discordanti?

«Sull’olio di palma esistono numerosi studi di segno diverso, di fatto non abbiamo ancora prove certe per condannarlo né per assolverlo – interviene Antonio Caretto, presidente dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica – . Si sa, ad esempio, che un incremento della concentrazione di acido palmitico nel sangue si associa a una maggiore aterosclerosi, inoltre ricerche che hanno confrontato l’olio di palma con altri oli vegetali mostrano una superiorità netta dell’olio d’oliva nel garantire effetti benefici per la salute; d’altro canto le metanalisi sembrano indicare che l’olio di palma non è così dannoso come si potrebbe temere. Serviranno perciò ulteriori indagini per fare chiarezza».

Bisogna evitere di consumarlo?

Questa azione, drastica, avrebbe senso solo se fosse il principale responsabile del nostro eccessivo consumo di grassi saturi, che invece dipende soprattutto dalle grandi quantità di formaggi e carni conservate che portiamo in tavola. Tutto sta nella dose di olio di palma che introduciamo: mangiare ogni tanto un biscotto che lo contiene non fa male, esagerare è dannoso. Ma lo sarebbe anche se ci ingozzassimo di frollini preparati con altri grassi saturi, come il burro, o se abusassimo dell’olio d’oliva. Siccome però le occasioni per “incontrare” l’olio di palma sono molte, è opportuno evitare di introdurne troppo: per questo è fondamentale leggere sempre le etichette.

«L’importante è un consumo consapevole, sapere cioè le caratteristiche nutritive di ciò che portiamo in tavola: per questo leggere le etichette è indispensabile – osserva il nutrizionista Antonio Caretto –. Non serve demonizzare l’olio di palma, ma essere moderati nell’uso perché come per tutti i cibi gli effetti dipendono dalla quantità intro  dotta. Non avendo ancora certezze sui possibili rischi e benefici, è opportuno tenerne sotto controllo l’introduzione ma senza terrorismi, magari scegliendo spesso anche i prodotti che ne sono privi».

Quando non se ne può fare a meno 

Le creme spalmabili non sarebbero lo stesso senza l’Olio di Palma, questo ingrediante conferisce loro alcune delle caratteristiche che ne aumentano la “palatabilità”.
Non è perciò necessario privarsene,  ma ertamente usare moderazione con le porzioni. Soprattutto perché più ancora dei grassi saturi le creme spalmabili abbondano di zuccheri ed esagerare farebbe male per più di un motivo.

Più dannoso per l’ambiente che per il nostro organismo:

Malesia e Indonesia, che forniscono il 90 per cento di questo olio sul mercato, hanno tagliato la gran parte delle loro foreste per favorire l’industria del legname e lasciare spazio alle piantagioni di palma. Ne è derivata una crisi ambientale che ha ridotto la biodiversità in modo drastico, portando a rischio di estinzione, in particolare nell’isola di Sumatra (Indonesia), 80 specie endemiche tra le quali tigri, elefanti e oranghi per la distruzione del loro habitat. Non solo. Secondo Greenpeace, la deforestazione e poi gli incendi conseguenti causano ogni anno il rilascio nell’atmosfera di circa 1,8 miliardi di tonnellate di CO2: soprattutto a causa della produzione di olio di palma, l’Indonesia è il terzo Paese al mondo per emissioni di gas serra, dopo Stati Uniti e Cina.

… ERA caos attorno all’Olio di Palma.
Penso che ora abbiate un’idea più completa di questo controverso alimento e possiate fare le vostre valutazioni in merito.
Buona spesa …

Fonte: Corriere della Sera

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