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La dieta mediterranea: patrimonio dell’Italia … patrimonio per l’umanità

Partiamo dal titolo, la scelta della parola “patrimonio” non è casuale: la dieta mediterranea è infatti stata inclusa nel 2010 dall’UNESCO nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità del nostro Paese.

Come mai un’organizzazione così importante a livello mondiale come l’UNESCO ha dato un riconoscimento così prestigioso alla dieta mediterranea? La risposta è abbastanza semplice: lunghi e cospicui studi hanno affermato quanto questo tipo di alimentazione dia benefici effetti sulla salute della popolazione.

Lo studioso che per primo rileva l’importanza della dieta mediterranea è l’epidemiologo e fisiologo statunitense Ancel Keys (1904-2004), che arriva a queste considerazioni partendo da esperienze di viaggio in vari Paesi del Mondo, in cui si accorse che bassi valori di colesterolo ematico corrispondevano a minori casi di infarto miocardico, e che poi porta avanti con un lungo studio, che continua ancora oggi: il Seven Country Study.

Ancel Keys iniziò questo studio epidemiologico prospettico alla fine degli anni Cinquanta, indagando su gruppi di uomini tra i 40 e i 59 anni, in tutto circa 12000 individui, risiedenti in sette Paesi (Stati Uniti, Finlandia, Olanda, Italia, Grecia, Yugoslavia e Giappone), controllati con analisi ogni 5 anni, vivendo anche lui stesso per 28 anni in un paese del Sud Italia vedendo dal vivo lo stile di vita e l’alimentazione degli indigeni. Questo studio ha dimostrato come esista un rapporto diretto e significativo tra consumo di grassi saturi, colesterolemia media nei vari gruppi e incidenza di patologie e mortalità coronariche, in particolare nei gruppi italiani (soprattutto al Sud), greci e dalmati (Yugoslavia, ora prevalentemente Croazia) si ebbero i migliori dati, in quanto in questi il grasso utilizzato era l’olio d’oliva, che è un grasso di origine vegetale ad altissimo contenuto di acido oleico, acido grasso monoinsaturo. Questi risultati sono stati confermati da studi e ricerche dell’OMS e della FAO.

Bisogna sottolineare come i gruppi di persone analizzate facessero parte della popolazione rurale e come quindi avessero uno stile di vita particolarmente attivo.

Vari studi hanno poi dimostrato quanto la dieta mediterranea, oltre all’aspetto cardiovascolare e sulla longevità, abbia effetti benefici sulla prevenzione dell’obesità, del diabete e di parecchi tumori.

Per maggiori informazioni scrivi a marco@healthsoup.it

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