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Bevernoni DETOX: secondo uno studio dell’Università di Harvard non servono per depurarsi

Vip, casalinghe e manager… tutti sono diventati DETOX-maniaci.
Se durante l’estate abbiamo esagerato un po’ tra aperitivi e grigliate in vista del rigido inverno di quest’anno, dal web arriva la soluzione: il beverone Detox, che promette di ripulire il nostro organismo dalle scorie facendoci perdere tutti i chili di troppo in tempo record.

Non sembrano però d’accordo gli studiosi dell’Università di Harvard che, in un documento pubblicato qualche settimana fa, sottolineano come l’esistenza delle fantomatiche tossine sia tutta da dimostrare. «In medicina l’unica reale disintossicazione è da alcol, farmaci e veleni tramite specifiche procedure. Le tossine generiche che sarebbero responsabili di mal di testa, dolori, disturbi digestivi, affaticamento, depressione non vengono eliminate con i “beveroni DETOX” ma dal nostro organismo, tramite reni e fegato, che continuamente neutralizzano ed espellono metalli e sostanze chimiche che potrebbero danneggiarci. Un succo o qualcosa di simile non ci aiuterà a farlo meglio», scrivono i medici statunitensi.

Quanto al dimagrimento, tutti i “beveroni DETOX” abbassano drasticamente il metabolismo basale: l’organismo, messo quasi a digiuno entra in allarme e rallenta le sue funzioni. Introducendo pochissime calorie si perde peso, certo, ma anche volendo tacere degli effetti collaterali (stanchezza, attacchi di fame incoercibili, alito cattivo, mal di testa e irregolarità intestinale), i chili persi si riprendono, magari con gli interessi. Per lo più infatti si perdono liquidi, non appena si torna a un regime alimentare normale il peso ritorna quello di prima.

«Nei programmi cosiddetti Detox mancano proteine, acidi grassi, nutrienti essenziali; i carboidrati sono pochissimi e spesso si associano lassativi che provocano disidratazione, perdita di elettroliti, anomalie intestinali – spiegano i medici di Harvard -. Questi regimi possono alterare gravemente la flora batterica intestinale e, se ripetuti, aumentano il rischio di sviluppare acidosi metabolica, una condizione di squilibrio elettrolitico che rende il sangue più acido e può avere conseguenze serie».
Meglio non fidarsi neppure delle tecniche per pulire l’intestino dicono i medici di Harvard: «Nell’intestino il materiale di scarto si compatta nel lume del colon e non aderisce alle pareti. È quindi inutile sottoporsi a “lavaggi” per “scardinare” materiali ipoteticamente tossici dalle pareti intestinali e i rischi, analoghi a quelli dei programmi detox, superano gli ipotetici vantaggi».

Fonte Corriere della Sera

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